Itinerario del Lazio etrusco
8 Da Latera al confine umbro
Tornati sulla provinciale, si prosegue in direzione Latera. Dopo l'ingresso della miniera di caolino di Poggio Luce e le strutture di una stazione dell'Istituto di geofisica e vulcanologia, si arriva a una deviazione per la centrale geotermoelettrica di Latera, attualmente in disuso e in via di dismissione. Oltre la chiesina di San Rocco la conca finisce e se ne risale il bordo fino a Latera, all'ingresso della quale è segnalato il Museo della Terra. In paese c'è da vedere, tra le cose più interessanti, il borgo di origine medievale, con vicoli e scorci panoramici, nonché la chiesa parrocchiale intitolata a San Clemente e la Caldera di Latera. Per Acquapendente sono segnalati 17 chilometri. Finita la salita oltre Latera si va al bivio prima a sinistra e poi a destra per Grotte di Castro, per la strada provinciale Maremmana. Siamo su una cresta panoramica e all'orizzonte sono ben riconoscibili le sagome dell'Amiata e del monte Cetona, entrambi in Toscana tra le province di Siena e Grosseto. A Grotte di Castro il nostro itinerario passa all'esterno del centro storico, lungo la via Bardiniana, in direzione di Acquapendente.
Dopo quasi sette chilometri lungo la provinciale Torretta si è ad Acquapendente. In paese, arrivati sulla Cassia si va a sinistra per il centro storico, superando la deviazione per Torre Alfina e l'interessante Museo del Fiore. Impossibile a non notarsi è la torre Julia de Jacopo, quel che resta dell'antica cinta muraria, dove ha sede il centro visite della Riserva di Monte Rufeno e dove è pure possibile acquistare prodotti tipici quali olio, vino, farro, pasta, ceramiche e altro.
Di grande importanza nel paese è senza dubbio l'Abbazia del Santo Sepolcro.
Dopo il paese si inizia a scendere verso la valle del Fiume Paglia, che si supera grazie al grande Ponte Gregoriano, notando prima sulle alture boscose davanti a noi il castello di Torre Alfina.
Il primo bivio a destra è il primo accesso alla riserva, ma noi svoltiamo al successivo con indicazioni Trevinano e subito appare la piccola frazione alla testata della valle.
La strada sale, con bei panorami sul Monte Rufeno e la sua successione di pascoli e terrazzi a uliveti e bosco che comprende anche lembi a rimboschimento con essenze sempreverdi. Prima di Trevinano, ancora un bello scorcio panoramico da una cresta verso la rocca di Radicofani qui evidentissima, preceduta da un ampio paesaggio ferito qua e là dai ventagli dei calanchi, mentre sotto al Cetona appare l'abitato di San Casciano ai Bagni. Trevinano ha una sola strada ad anello e a senso unico, che sfila quasi sempre in silenzio sotto le case toccando al suo apice il castello dei Monaldeschi. Lasciato il paesino si abbandona la strada che va a San Casciano e si prende a destra per Allerona, lungo il confine settentrionale della Riserva di Monte Rufeno. Poco oltre appare il Casale della Monaldesca, sempre aperto, con ospitalità e ristoro. E qui, al confine con l'Umbria, termina il nostro itinerario.





