Itinerario dei Parchi Montani
3 Da Collalto Sabino a Varco Sabino
Questa parte di itinerario passa per il lato orientale della Riserva Regionale Monti Navegna e Cervia (Vai al sito: www.navegnacervia.it), una delle aree protette più selvagge e meno conosciute della regione, racchiusa fra i laghi artificiali del Salto e del Turano. Suoi protagonisti sono i vasti boschi di faggio, i castagneti da frutto, ricchi di esemplari monumentali e curati nei secoli dalle popolazioni montane, le forre isolate scolpite nella roccia sulle cui rupi nidificano i rapaci, i crinali ventosi e panoramici. In sequenza si attraversano i borghi di Collegiove, Marcetelli e Rigatti, tutti di antiche origini, dall'economia essenziale, con un numero di abitanti che a malapena arriva a 200 e configurabili, pertanto, come autentici presidi delle attività umane sulla montagna. Partendo da Collalto Sabino verso Collegiove, con una breve deviazione sulla destra si può salire all'abitato di Nespolo, nei pressi del quale si trovano il Fosso di Riancoli, e un antico mulino ad acqua. Circa un chilometro e mezzo a nord di Collegiove, una strada sterrata sulla sinistra si addentra nel cuore degli estesissimi castagneti che ricoprono le pendici orientali dei monti Cervia e Navegna. Proseguendo oltre sulla provinciale, si incontra il sentiero che porta all'aspra gola creata dal Fosso dell'Obito. Più avanti, una deviazione a destra lungo la carrareccia che porta verso S. Maria in Villa permette di far visita ad una roverella monumentale di 300 anni. Dopo alcuni scorci sulle anse del Lago del Salto, circondate da un paesaggio forestale ininterrotto (il termine latino saltus vuol dire "bosco", "selva"), si arriva a Varco Sabino, che anticamente era un valico montano ai piedi di un'alta rupe, di passaggio fra la zona del Salto - Cicolano e la Sabina.





