Otranto per le tue vacanze nel Salento: un’idea per il soggiorno

torre dell'orso

Sono molti i borghi salentini che racchiudono al meglio l’essenza paesaggistica e storica del Salento e tra questi un posto d’onore spetta senza dubbio a Otranto: è considerata un ponte tra l’occidente e l’oriente, oltre ad essere la prima città a vedere l’alba in Italia.

Il ricco patrimonio storico, culturale e artistico rende Otranto una cittadina tutta da scoprire, impreziosita dal contesto naturalistico in cui sorge, affacciata sulle cristalline acque del mar Adriatico.

Ci sono tantissime soluzioni se volete soggiornare a Otranto e dintorni, come Case Vacanze, B&B, campeggi e Hotel.

Ad esempio l’Hotel Koinè, vi permetterà di scoprire le bellezze di Otranto coccolati da ogni genere di comfort, adattandosi perfettamente alle suggestive atmosfere che si respirano nella stessa città, la “Porta d’Oriente”.

Otranto: tra storia e arte

Otranto sorge tra Santa Cesarea Terme a sud e Torre dell’Orso a nord: la sua invidiabile posizione geografica, grazie alla quale sviluppò notevoli scambi commerciali via mare, l’hanno vista spesso vessata da invasori e nemici, come quando nel 1480 i Turchi portarono la morte in città trucidando 800 cristiani, rei di non aver rinnegato la propria fede cristiana.

La storia della città inizia comunque ben prima, quando fu fondata dai greci per poi subire varie dominazioni, dai Romani ai Longobardi, dai Bizantini agli Aragonesi fino ai Francesi: ogni popolo che ha dominato su questa città, vi ha lasciato impresse tracce indelebili e meravigliose, in particolare nelle sue architetture.

Una vacanza ad Otranto significa fare un salto indietro nel tempo: oltrepassando la Porta Alfonsina, ci si ritrova ad aggirarsi nel suo pittoresco centro storico, dove si alternano case a corte, scalinate, chiese e botteghe artigianali dove acquistare in particolare sandali in cuoio fatti a mano. È facile poi ritrovarsi sulle mura che cingono Otranto, costeggiando il mare turchese e il pittoresco porticciolo, fino a ritrovarsi al cospetto del simbolo di Otranto, vale a dire il Castello Aragonese.

Realizzata alla fine del ‘400 da Ciro Ciri su richiesta di Ferdinando I d’Aragona, questa fortezza, che ha ispirato Horace Walpole per la scrittura del romanzo gotico “The Castle of Otranto”, si erge imponente davanti al mare, cinta da un fossato e con tre torrioni circolari ai quali si aggiunge il caratteristico bastione Punta di Diamante.

Guardando in cima al portale d’ingresso, oltre il ponte in pietra (un tempo levatoio), si può notare l’emblema di Carlo V: oggi il castello è sede di mostre ed eventi, tra i quali le suggestive giornate medioevali che, tra dame e cavalieri, si svolgono a maggio proprio nel fossato. Il castello è un luogo molto suggestivo anche per la leggenda che aleggia attorno a questo maniero: si narra infatti che lo spettro senza testa del conte Giulio Antonio Acquaviva si aggiri ancora sulle mura del castello, sguainando la sua spada in cerca di nemici.

La Cattedrale di Otranto: uno scrigno di tesori

Non lontano dal castello sorge un altro gioiello di Otranto: si tratta della Cattedrale di Santa Maria Annunziata, fulgido esempio di romanico pugliese risalente al 1088. Se l’esterno si presenta abbastanza sobrio, catturando l’attenzione con il portale barocco e un rosone del XV secolo nel caratteristico stile gotico arabeggiante, l’interno regala pure emozioni.

La prima cosa che colpisce è il grande mosaico pavimentale realizzato con migliaia di tessere policrome da un prete dell’Abbazia di San Nicola di Casale tra il 1163 e il 1166: rappresenta l’Albero della Vita e vi si possono leggere pagine dell’Antico Testamento, tra simboli religiosi, scene bibliche e immagini pagane. Si distinguono ad esempio i segni zodiacali, Artù e il ciclo bretone, Adamo ed Eva e il Diluvio Universale, Caino e Abele e la dea Diana. Il tutto si rivela come un percorso iniziatico verso la salvezza eterna, purificandosi dal peccato originale.

La Cattedrale conserva poi un pezzo, seppur drammatico, della storia della città salentina: nella Cappella dei Martiri sono conservate le ossa e i teschi di coloro che furono decapitati dai Turchi del 1480 sul Colle di Minerva, appena fuori dal centro di Otranto e chiamato così per la presenza in passato di un tempio dedicato alla divinità.

Un’ultima chicca è rappresentata dalla cripta risalente all’XI secolo: le ben 42 colonnine presenti, realizzate in marmo cipollino, in porfido o granito, hanno fatto dedurre gli studiosi che sia stata realizzata ispirandosi niente meno che alla Moschea Blu di Costantinopoli.

Ben più antica è infine la Chiesetta di San Pietro, il cui nucleo centrale risale addirittura al V secolo: la sua bellezza è legata agli affreschi bizantini siti all’interno, i più antichi dei quali raffigurano l’Ultima Cena e la Lavanda dei Piedi con Gesù Cristo che regge la gamba all’apostolo Pietro.

La spiaggia di Alimini

Nei pressi di Otranto, si trovano i due laghi naturali che una volta comunicavano tra loro mentre oggi sono separati. Entrambi di piccole dimensioni, vengono chiamati Alimini Grande e Alimini Piccolo.

Si tratta di laghi con caratteristiche specifiche: Alimini Grande è alimentato direttamente dall’acqua marina che vi arriva dall’interno; Alimini Piccolo è di dimensioni minori ed è un lago di acqua salmastra. Qui la zona non è per bagnanti, ma rappresenta un luogo molto interessante per chi ama il birdwatching, ammirando specie di uccelli migratori ed altri animali che popolano le acque dei laghi e i loro canneti.

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